Ansia e stress: Quando preoccupazioni e tensione diventano difficili da gestire

Ansia e stress fanno parte della nostra esperienza quotidiana. Possono comparire davanti a un cambiamento, a una responsabilità importante, a una situazione che percepiamo come difficile o semplicemente in un periodo nel quale sentiamo di avere troppe cose da gestire contemporaneamente.

In alcune situazioni rappresentano risposte naturali che ci aiutano ad affrontare ciò che abbiamo davanti. Il problema può nascere quando la preoccupazione diventa difficile da interrompere, la tensione non sembra diminuire oppure il modo in cui ci sentiamo inizia a condizionare il sonno, le relazioni, il lavoro e la quotidianità.

Un percorso di sostegno psicologico può offrire uno spazio nel quale fermarsi, osservare ciò che sta accadendo e comprendere meglio il proprio modo di reagire alle situazioni che generano pressione o preoccupazione.

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Ansia e stress: che cosa sono? Due esperienze diverse, ma spesso collegate

Ansia e stress vengono spesso utilizzati come sinonimi, ma non indicano esattamente la stessa esperienza.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, lo stress può essere considerato una risposta psicofisica automatica attraverso cui l’organismo si adatta a una situazione percepita come difficile o come minaccia; se è prolungato nel tempo, diventa disfunzionale e dannoso per la salute.

Rappresentazione concettuale della differenza tra stress e ansia

L’ansia, invece, riguarda soprattutto una condizione di preoccupazione e apprensione che, nella maggior parte dei casi, non può essere collegata ad uno stimolo preciso (diversamente dalla paura): la mente è costantemente rivolta verso ciò che potrebbe accadere, anticipando gli eventi che non si sono ancora verificati.

Ci sono vari livelli di ansia: al più superficiale, possiamo in effetti ricondurla ad un accadimento concreto (ansia prima di un esame, di un colloquio di lavoro o di una decisione importante): questo non vuol dire avere un disturbo d’ansia.

Diventa importante prestare attenzione quando la preoccupazione è intensa, persistente, difficile da controllare e inizia a interferire con la vita quotidiana e, soprattutto, quando non è riconducibile ad uno stimolo specifico.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità distingue infatti la normale esperienza dell’ansia dai disturbi d’ansia, nei quali paura e preoccupazione diventano eccessive, persistenti e associate a una significativa difficoltà nella vita quotidiana.

L’ansia è un’emozione ombrello: è uno stato psicofisico indefinito cui sottostanno altre emozioni alle quali dobbiamo dare un nome.

Quali sono i sintomi e come si manifestano

Non esiste un unico modo di vivere ansia e stress. Una persona può accorgersi soprattutto dei pensieri che si susseguono continuamente; un’altra può avvertire tensione nel corpo, difficoltà a dormire o irritabilità; un’altra ancora può iniziare a evitare situazioni che prima affrontava senza particolari difficoltà.

Tra le manifestazioni più frequenti possono comparire:

  • preoccupazione persistente;
  • difficoltà a rilassarsi;
  • sensazione di essere sempre in allerta;
  • irritabilità o nervosismo;
  • difficoltà di concentrazione;
  • pensieri ricorrenti;
  • stanchezza;
  • difficoltà ad addormentarsi o sonno poco ristoratore;
  • cambiamenti dell’appetito;
  • difficoltà a prendere decisioni;
  • tendenza a evitare alcune situazioni
  • dolori fisici localizzati.

Il National Institute of Mental Health (NIMH) include tra i sintomi associati all’ansia anche irrequietezza, difficoltà di concentrazione, irritabilità, tensione muscolare, problemi del sonno e stanchezza.

È però importante non interpretare una singola manifestazione come prova della presenza di un disturbo psicologico. I sintomi possono avere cause diverse e, quando sono nuovi, intensi o persistenti, è opportuno parlarne con un professionista sanitario.

I sintomi fisici

Ansia e stress non riguardano soltanto pensieri ed emozioni. Il nostro organismo reagisce alle situazioni che percepisce come minacciose o impegnative e questa attivazione può accompagnarsi a manifestazioni fisiche.

la mente si fa sentire anche attraverso il corpo

La mente si fa sentire
anche attraverso il cuore.

Tra i sintomi fisici di stress e ansia possono comparire:

Possibile manifestazioneCome può essere percepita
Tensione muscolarerigidità, contratture, dolore o sensazione di essere “tesi”
Tachicardia o palpitazionicuore che batte più velocemente o sensazione di battito molto presente
Disturbi gastrointestinalinausea, mal di stomaco o alterazioni della digestione
Mal di testacefalea o sensazione di pressione/tensione
Sudorazione e tremorimani sudate, tremore o sensazione di agitazione fisica
Sonno alteratodifficoltà ad addormentarsi, risvegli o sonno poco ristoratore
Stanchezzasensazione di esaurimento o difficoltà a recuperare energie
Alterazioni dell’appetitomangiare più o meno del solito

Lo stress può manifestarsi non soltanto a livello emotivo e mentale, ma anche attraverso una serie di sintomi fisici. Tra le possibili manifestazioni rientrano mal di testa, tensione e dolori muscolari, aumento della frequenza cardiaca, disturbi gastrointestinali e alterazioni del sonno e dell’appetito. La risposta allo stress, però, può variare da persona a persona.

Nel disturbo d’ansia generalizzato, il National Institute of Mental Health (NIMH) segnala inoltre manifestazioni fisiche come tensione muscolare, mal di testa, dolori muscolari, mal di stomaco, sudorazione, tremori e sensazione di mancanza d’aria. Questi sintomi si inseriscono in un quadro caratterizzato da una preoccupazione persistente e difficile da controllare e non indicano, da soli, la presenza di un disturbo d’ansia generalizzato.

Una precisazione importante

La presenza di un sintomo fisico non significa automaticamente che la causa sia psicologica. Dolore al petto, difficoltà respiratorie, tachicardia, problemi gastrointestinali o altri sintomi persistenti possono avere numerose cause mediche. Per questo non è corretto attribuirli autonomamente all’ansia o allo stress.

Quando un sintomo è nuovo, intenso, persistente o preoccupante, è importante confrontarsi con il proprio medico.

Quando ansia e stress iniziano a occupare troppo spazio?

Non è necessario aspettare di stare “davvero male” per fermarsi ad ascoltare quello che sta succedendo.

Un segnale importante può essere il cambiamento rispetto al proprio modo abituale di vivere.

Può essere utile chiedersi:

  • Sto pensando continuamente allo stesso problema?
  • Faccio fatica a staccare anche quando avrei la possibilità di riposarmi?
  • Il sonno è cambiato?
  • Mi sento spesso irritabile o in allerta, anche senza sapere perchè?
  • Sto evitando situazioni che prima affrontavo normalmente?
  • La preoccupazione sta influenzando il mio lavoro o le mie relazioni?
  • Mi sembra di non avere più energie?
  • Sento che ciò che sto vivendo sta diventando difficile da gestire da solo?

Non sono domande diagnostiche e non servono a stabilire se una persona abbia un disturbo.

Possono però rappresentare un’occasione per fermarsi e chiedersi se sia arrivato il momento di dedicare maggiore attenzione al proprio benessere.

Come gestire ansia e stress? Non esiste una strategia uguale per tutti

Quando ci sentiamo sotto pressione, la prima reazione può essere quella di cercare immediatamente un modo per eliminare ciò che proviamo.

Ma non sempre l’obiettivo deve essere quello di “non sentire più ansia”.

Può essere più utile imparare a comprendere ciò che sta accadendo, riconoscere i segnali che arrivano dal corpo e osservare quali situazioni, pensieri o modalità di comportamento contribuiscono a mantenere la tensione. Soprattutto, bisogna andare a lavorare sulle emozioni che sottostanno all’ansia, legate a vissuti personali.

L’ansia non è un nemico, è un segnale importante che ci aiuta a prenderci cura di noi.

Comprendere prima di cercare una soluzione: Perché chiedere un sostegno psicologico?

Quando ansia e stress diventano parte costante delle nostre giornate, può essere difficile osservare ciò che stiamo vivendo con sufficiente distanza.

A volte si tende semplicemente a resistere.

Si continua a lavorare, a occuparsi della famiglia, a rispettare gli impegni e a fare quello che c’è da fare, mentre dentro aumenta la sensazione di essere sotto pressione.

Un percorso di sostegno psicologico può creare uno spazio diverso da quello della quotidianità.

Uno spazio nel quale poter:

  • raccontare ciò che sta accadendo;
  • riconoscere emozioni e pensieri ricorrenti;
  • comprendere meglio le situazioni che generano tensione;
  • osservare il proprio modo di reagire;
  • individuare le risorse già presenti;
  • esplorare modalità differenti per affrontare ciò che si sta vivendo.

Il sostegno psicologico non significa ricevere una lista di istruzioni su come “smettere di essere ansiosi”.

Significa, prima di tutto, comprendere la propria esperienza.

Non esiste una soluzione uguale per tutti

Nel mio lavoro non parto dall’idea che esista una tecnica valida per ogni persona. Ansia e stress possono avere significati diversi a seconda della storia individuale, del momento della vita e delle situazioni che si stanno attraversando. Per questo considero importante partire dalla persona e non soltanto dal sintomo.

Due persone percorrono insieme un cammino che rappresenta il percorso di sostegno psicologico

Nel percorso possiamo osservare insieme ciò che sta accadendo, cercando di comprendere il rapporto tra pensieri, emozioni, corpo e comportamenti.

Il mio obiettivo è accompagnarti nella ricerca delle tue risorse e di nuove possibilità per affrontare ciò che stai vivendo, rispettando i tuoi tempi e la tua storia.

Quando il corpo parla: Ansia, stress e dimensione psicofisica

Nel mio approccio pongo attenzione anche al rapporto tra dimensione psicologica e dimensione corporea. Quando siamo sotto pressione, il corpo può diventare uno dei primi luoghi nei quali percepiamo che qualcosa non va: tensione, stanchezza, difficoltà nel sonno, agitazione o altri segnali possono accompagnare un periodo particolarmente impegnativo.

Questo non significa che ogni sintomo fisico abbia un’origine psicologica.

Significa piuttosto imparare ad ascoltare la propria esperienza nella sua complessità, senza separare rigidamente ciò che sentiamo nel corpo da ciò che stiamo vivendo emotivamente.

Quando rivolgersi a una psicologa?

Può essere utile chiedere un sostegno quando la difficoltà non sembra più essere soltanto una risposta temporanea a una situazione specifica, ma comincia a influenzare il modo in cui vivi le tue giornate.

In particolare, può essere il momento di parlarne quando:

  • la preoccupazione è diventata difficile da interrompere;
  • senti di essere costantemente sotto pressione;
  • il sonno è compromesso;
  • fai fatica a concentrarti;
  • ti senti spesso irritabile o esausto;
  • inizi a evitare persone, luoghi o situazioni;
  • la difficoltà interferisce con il lavoro o le relazioni;
  • senti di non riuscire più a gestire ciò che stai vivendo da solo.

La richiesta di aiuto non deve essere necessariamente l’ultima possibilità.

Può essere anche un modo per prendersi cura di sé prima che una situazione diventi ancora più difficile da sostenere.

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