Ci sono momenti nella vita nei quali qualcosa cambia in modo irreversibile; la morte di una persona cara può lasciare un vuoto difficile da descrivere; la fine di una relazione può modificare abitudini, progetti e riferimenti costruiti nel tempo. In entrambi i casi ci si può trovare a dover fare i conti con un’assenza e con una realtà diversa da quella che si conosceva.
Il dolore può manifestarsi in modi molto diversi: tristezza, rabbia, nostalgia, senso di vuoto, confusione, difficoltà a concentrarsi o semplicemente la sensazione di non riconoscersi più nella propria quotidianità.
Non esiste un modo giusto di vivere una perdita.; un percorso di sostegno psicologico può offrire uno spazio nel quale dare voce a ciò che si sta vivendo, senza la necessità di trovare immediatamente delle risposte.
L’obiettivo non è cancellare il dolore o dimenticare ciò che è stato importante, ma attraversarlo, comprenderlo e trovare progressivamente un nuovo equilibrio.
Dare valore al proprio vissuto
è il primo passo per ritrovare un nuovo equilibrio.
Che cos’è il lutto?
Quando parliamo di lutto pensiamo spesso alla morte di una persona cara, ma il concetto di perdita può assumere forme diverse.
Il lutto è l’esperienza che segue una perdita significativa e può coinvolgere contemporaneamente la dimensione emotiva, fisica, relazionale e quotidiana della persona.
La morte di qualcuno che amiamo può modificare improvvisamente il modo in cui immaginiamo il futuro. Vengono meno abitudini, gesti quotidiani, progetti condivisi e, a volte, anche una parte dell’identità che avevamo costruito all’interno di quella relazione.
Per questo il dolore del lutto non riguarda soltanto l’assenza della persona; riguarda anche il mondo che quella persona contribuiva a costruire insieme a noi.
Il lutto può quindi essere accompagnato da emozioni molto diverse e anche apparentemente contraddittorie. Si può provare tristezza e, nello stesso momento, rabbia. Si può sentire nostalgia e contemporaneamente desiderare di tornare alla propria quotidianità. Si può avere una giornata relativamente serena e il giorno successivo sentirsi nuovamente travolti dal dolore.
I sintomi della sofferenza: Il dolore può coinvolgere mente, corpo e quotidianità
Ogni persona reagisce alla perdita in modo diverso, durante un periodo di lutto possono comparire:
- tristezza e pianto frequente;
- nostalgia e intenso desiderio della persona perduta;
- rabbia;
- senso di colpa;
- difficoltà di concentrazione;
- stanchezza;
- alterazioni del sonno;
- cambiamenti dell’appetito;
- difficoltà a svolgere le normali attività quotidiane;
- senso di vuoto;
- difficoltà a immaginare il futuro;
- bisogno di isolarsi;
- momenti improvvisi di intensa sofferenza.
Non è necessario che siano presenti tutti questi elementi. Anche l’intensità può cambiare nel tempo.
È importante non interpretare una singola manifestazione come prova della presenza di un disturbo psicologico. Il lutto è un’esperienza complessa e le reazioni possono variare molto da persona a persona.
Come superare un lutto
Quando ci si trova di fronte a una perdita e il dolore non lascia spazio ad altro; la domanda che viene spesso spontanea farci è “Come superare tutto questo? Come superare un lutto?.
Ma parlare di “superare” un lutto può creare un’aspettativa poco realistica: quella secondo cui, dopo un certo periodo di tempo, il dolore dovrebbe semplicemente scomparire. Forse la domanda può essere posta in un altro modo.
Elaborare una perdita non significa cancellarla. Significa trovare progressivamente un modo per continuare a vivere, riconoscendo ciò che è accaduto e integrandolo nella propria storia.
Alcune giornate possono diventare più leggere, mentre altre possono riportare improvvisamente emozioni molto intense. Una ricorrenza, una fotografia, un luogo, una canzone o un gesto quotidiano possono riattivare la nostalgia anche dopo molto tempo. Questo non significa necessariamente essere tornati indietro.
Il lutto non procede sempre in linea retta.
Elaborare il lutto: Dare un significato a ciò che è accaduto
Elaborare il lutto non significa smettere di amare o dimenticare la persona che non c’è più; significa trovare, nel tempo, un modo per convivere con la realtà della perdita.
Può voler dire riuscire gradualmente a parlare di ciò che è accaduto, riconoscere le emozioni che emergono, attraversare la nostalgia e dare un nuovo significato alla propria esperienza.
A volte può essere necessario anche confrontarsi con aspetti della perdita che non erano stati messi a fuoco: parole non dette, sensi di colpa, rimpianti, rabbia o cambiamenti nella propria identità.
Non c’è un tempo uguale per tutti e non c’è una scadenza entro la quale il dolore dovrebbe essere terminato.
Il lutto cambia nel tempo: Il dolore può trasformarsi senza scomparire
Una delle difficoltà più grandi può essere immaginare come sarà la propria vita senza quella persona o senza quella relazione. All’inizio può sembrare impossibile pensare al futuro; con il tempo, però, la relazione con la perdita può cambiare.
Il dolore può diventare meno presente nella quotidianità, pur rimanendo importante. Alcuni ricordi possono continuare a far male, mentre altri possono gradualmente assumere un significato diverso.
La ricerca contemporanea sul lutto ha messo in discussione l’idea di un percorso composto da passaggi rigidi e prevedibili, il processo può comprendere momenti di maggiore sofferenza alternati a periodi nei quali la persona riesce progressivamente a rivolgersi nuovamente alla propria vita.
Il lutto può quindi essere considerato un’esperienza che si trasforma nel tempo, più che qualcosa da “finire”.
Chiedere aiuto non significa vivere il lutto nel modo sbagliato
Il lutto è un’esperienza umana e, per la maggior parte delle persone, non porta automaticamente allo sviluppo di un disturbo mentale.
Può essere utile chiedere un sostegno quando la sofferenza diventa difficile da sostenere, interferisce significativamente con la vita quotidiana oppure si sente di non riuscire ad affrontare la situazione con le proprie risorse.
- dolore estremamente intenso e persistente;
- difficoltà significativa a occuparsi delle attività quotidiane;
- sonno o alimentazione profondamente alterati;
- isolamento marcato;
- senso di colpa pervasivo;
- sofferenza che interferisce significativamente con il lavoro o le relazioni;
- sensazione di non riuscire più a gestire ciò che si sta vivendo.
Chiedere aiuto non significa aver fallito nell’elaborare il lutto. Può semplicemente significare riconoscere che, in quel momento, avere qualcuno con cui condividere ciò che si sta vivendo può essere importante.
Quando una separazione diventa una perdita
Una separazione non coincide con un lutto per la morte di una persona, ma può comunque rappresentare una perdita importante. Quando una relazione termina, non viene meno soltanto la presenza dell’altra persona, possono cambiare le abitudini quotidiane, la casa, i progetti, il modo di immaginare il futuro, le relazioni sociali, il rapporto con la famiglia, il senso di sicurezza e una parte dell’identità personale.

Per questo la fine di una relazione può essere accompagnata da emozioni molto intense. Si può provare dolore, rabbia, sollievo, nostalgia, paura, senso di colpa o confusione. Anche in questo caso non esiste una reazione “corretta”.
Quando ci sono figli: la separazione cambia la coppia, ma non necessariamente il ruolo di genitore
Quando una separazione coinvolge dei figli, la situazione può diventare ancora più complessa. Alla sofferenza personale si possono aggiungere preoccupazioni legate al loro benessere, alla gestione della quotidianità e al rapporto con l’altro genitore.
Può essere difficile distinguere ciò che riguarda la fine della relazione di coppia da ciò che riguarda la responsabilità genitoriale.

Un percorso individuale può offrire uno spazio per elaborare ciò che si sta vivendo e riflettere sulle proprie emozioni e sulle modalità con cui affrontare questa nuova fase.
Come affrontare una separazione e ricostruire un nuovo equilibrio
Dopo una separazione può essere necessario non soltanto elaborare la fine della relazione, ma anche capire come organizzare una vita diversa. A volte il dolore nasce dalla perdita della persona, altre volte è legato alla perdita del futuro che avevamo immaginato insieme.
Può essere difficile accettare che un progetto nel quale avevamo investito tempo, emozioni e aspettative non si realizzerà più nella forma che avevamo immaginato. Un percorso di sostegno psicologico può aiutare a fare spazio a queste emozioni e a comprendere gradualmente come costruire un nuovo equilibrio.
Non significa decidere se tornare insieme oppure separarsi, significa avere uno spazio nel quale poter comprendere ciò che la separazione sta significando per noi.
Come il sostegno psicologico aiuta a superare il lutto o una separazione
Nel mio lavoro non parto dall’idea che una persona debba arrivare al colloquio già pronta a “lasciarsi alle spalle” ciò che è accaduto; al contrario, credo sia importante poter dare uno spazio anche alle emozioni più difficili.
Possiamo parlare della perdita, della persona che non c’è più, della relazione che è terminata, della rabbia, della nostalgia, dei sensi di colpa o delle domande che continuano a tornare; in tal senso intraprendere un percorso di sostegno pscicologico può aiutare a comprendere ciò che si sta vivendo e a riconoscere le proprie risorse mentre si attraversa una fase di cambiamento.
Non si tratta di trovare una formula per smettere di soffrire, si tratta di non dover attraversare necessariamente tutto questo da soli..
Un primo passo può essere semplicemente parlarne
A volte non sappiamo nemmeno da dove iniziare. Possiamo partire da ciò che senti oggi: dalla mancanza, dalla rabbia, dalla confusione, dalla paura del futuro oppure semplicemente dalla sensazione che sia diventato difficile affrontare tutto da soli.
Il mio approccio: “Ogni perdita ha una storia diversa”
Non credo che esista un modo standard per elaborare un lutto o affrontare una separazione, per questo nel mio lavoro considero importante partire dalla persona e dalla sua storia. Non cerco di stabilire quanto dovrebbe durare il dolore, cerco piuttosto di costruire insieme uno spazio nel quale poterlo comprendere, ascoltare e attraversare.
Non sempre è facile capire da soli di cosa abbiamo bisogno quando attraversiamo una perdita. A volte può essere sufficiente sentire che ciò che stiamo vivendo merita uno spazio, qualcuno con cui poterlo raccontare e provare a comprenderlo.
Se senti che questo potrebbe aiutarti, puoi contattarmi per raccontarmi la tua situazione e valutare insieme se intraprendere un percorso di sostegno psicologico.
ContattamiRicevo a Livorno e offro anche colloqui di sostegno psicologico online. La modalità del percorso viene valutata e concordata in base alla situazione e alle esigenze della persona.
La modalità online può permettere di intraprendere un percorso anche quando si vive fuori Livorno o quando, per motivi personali e organizzativi, è difficile raggiungere lo studio.
F.A.Q. – Domande frequenti sul lutto e sulla separazione
Quanto dura un lutto?
Non esiste una durata uguale per tutti. Il modo di vivere il lutto dipende dalla persona, dal tipo di perdita, dalla relazione con ciò che è stato perso e dalle circostanze. Anche l’intensità delle emozioni può cambiare nel tempo.
Come superare un lutto?
Più che “superare” il lutto, può essere utile parlare di elaborazione della perdita. Il dolore può trasformarsi nel tempo e la persona può progressivamente trovare un nuovo equilibrio senza dover dimenticare ciò che ha perso.
Quando è necessario rivolgersi a una psicologa per un lutto?
Può essere utile chiedere un sostegno quando la sofferenza diventa difficile da sostenere, interferisce significativamente con la vita quotidiana oppure si sente di non riuscire ad affrontare la situazione con le proprie risorse.
Una separazione può essere affrontata con un percorso di sostegno psicologico?
Sì. Un percorso individuale può offrire uno spazio per comprendere le emozioni legate alla fine della relazione, affrontare i cambiamenti che ne derivano e costruire progressivamente un nuovo equilibrio.
È possibile affrontare il lutto con una psicologa online?
La modalità online può essere una possibilità per alcune persone. L’adeguatezza del colloquio a distanza deve essere valutata in relazione alla situazione individuale e concordata con la professionista.